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The downward spiral

Helpless histeria

Raffaele Berry

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Sono io (Sa jej!) ed impegnatissimo.. donne non mi cercate! (e neanche uomini!)

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Contatore

November 16

Gomorra

Ieri sono andato a vedere Gomorra al cinema.. stamattina trovo quest'articolo sul cds..oh my dog...leggete e pensate, grazie.
 
MILANO — È nello specchietto retrovisore che l'autista del Tir scorge una scia di fumo che si sta sprigionando dalla sua cisterna di rifiuti in finta regola. Autista: «Ma c'è una balla che fuma qua...! Vieni qua a vedere dove sto caricando le balle... », urla al telefono al padrone della ditta di trasporti, che prova a tranquillizzarlo. Trasportatore: «Eh, mi è inutile veni' a guardare, già lo so...». Autista: «Io non la carico!». Trasportatore: «Mettila da parte... e dopo glielo dici pure, ma intanto arriva sempre 'sta roba...». Passa un'ora, e la scena si ripete con altro carico e altro autista. Autista: «Oh, io ho parcheggiato anch'io, minchia, è in bollizione ( il camion, ndr), ho fatto un po' di quelle cisterne...». E stavolta il trasportatore è meno baldanzoso. Forse perché è piegato in due. Trasportatore: «Mi fa male lo stomaco a stare là fuori..., sono andato a prendere un po' di latte da quanto mi faceva male...».

L'unico allegro è l'imprenditore che tira le fila del traffico di rifiuti. Imprenditore: «Sto in piena forma, sto prendendo dei lavori abbastanza paurosi!... sto facendo dei lavori megagalattici! Dì agli autisti di stare zitti, eh! perché se si rompe il giro, addio! Entrano ( i rifiuti, ndr) a 215 e vanno fuori a 185... guadagnamo un 30 lire al chilo... Van pesati, chiusi i formulari d'entrata... messi i formulari d'uscita e via andare... se riusciamo è un bel giro! Ci rimangono 30 lire pulite... sono 4mila quintali al giorno... sono 12 milioni al giorno... ».

Benvenuti a Gomorra quattro anni prima di Gomorra, del libro, del film. Senza la camorra. E non nell'ambientazione campana, ma sul set dell'operosa Lombardia del 2003. Sono 1.500 le intercettazioni dei carabinieri del Noe alla base di una sentenza di primo grado relativa a un traffico di rifiuti dal Sud al Nord e di nuovo al Sud, che in Tribunale a Milano su richiesta del pm Fabio Napoleone ha condannato 18 imputati a 42 anni di reclusione e a risarcire Regione e Comuni (oltre che il Wwf) dei territori e delle popolazioni danneggiate: e le 250 pagine di motivazioni mostrano come talune inchieste giudiziarie anticipassero anche al Nord consapevolezze ora finalmente irrobustite da ricerche, film e saggi (come di recente l'originale «Dio non volta le spalle a Napoli» di Francesco Anfossi, Paoline).

A risentirla ora, il traffico illecito stava già tutto nell'intercettazione in cui due imprenditori festeggiavano alle 7 di mattina del 7 maggio 2003 l'affacciarsi di una emergenza-rifiuti a Napoli. E assaporavano già, più ancora, le opportunità offerte dal dopo-emergenza. Primo imprenditore: «È partita l'emergenza a Napoli, lo sai eh?... è partita l'emergenza urbani...». Secondo imprenditore: «E tu puoi prendere qualcosa?». Primo imprenditore: «Giù non faccio più niente...perché finché c'è l'emergenza son tutti bravi...». Secondo imprenditore, ridendo: «Poi arriva il dopo emergenza...». Infatti. Quando l'impianto campano di Giffoni Valle Piana a Salerno non ce la fa più, la struttura commissariale comincia a smistarli a società accreditate. Come una di Bologna. Dove però non vengono smaltiti per la semplice ragione — spiega la sentenza — che «non venivano neppure scaricati ma rimanevano sui camion e ripartivano subito, attraverso un mero giro bolla cartolare, con lo stesso codice con cui erano giunti ma con diversa causale», alla volta di ditte, di siti di stoccaggio, a volte persino di semplici buche, in Lombardia e Piemonte. Fagnano Olona (Varese), Fino Mornasco (Como), Rho e Assago (Milano), Filago (Bergamo), Villastellone (Torino), Fossano (Cuneo) sono alcune delle tappe di questo giro d'Italia dei rifiuti dal Sud al Nord e dal Nord al Sud, di nuovo in Campania e soprattutto in Puglia.

E quando si tratta di rifiuti pericolosi? Basta «un fantomatico trattamento senza alcuna modifica» e con «assoluta leggerezza di trasporto », evidenzia il giudice estensore Pietro Caccialanza (stessa terna del processo Mills formata con Nicoletta Gandus e Loretta Dorigo): dietro «un meticoloso adeguamento di pesi, tare, orari di uscita e di arrivo dei camion, per far sembrare candidamente vero quello che è spudoratamente falso», c'erano «sempre gli stessi rifiuti, che pericolosi erano e pericolosi restano, passati di mano in mano per lucroso tornaconto». Le incredibili scene captate dalle intercettazioni vengono confermate dalle deposizioni dei testi. Come l'autista che aveva visto «bollire» i rifiuti sul suo Tir. Primo autista: «Ricordo un viaggio con questi bidoncini a luglio... si era come innescato un principio di incendio, gli ho dovuto gettare dell'acqua perché dai bidoni si levava del fumo». Secondo autista: «L'imprenditore ci diceva di completare i camion, se ci stava un altro po' di roba, perché lui pagava il viaggio. Se il camion arrivava con 150 quintali, lui diceva di cercare di portarlo a 200, ci metteva un altro po' di roba... e faceva tutto il giro dell'Italia... Napoli-Taranto sono 400 chilometri, e invece attraversavano l'Italia! Io l'ho pure chiesto il perché, ma purtroppo, quando uno ha famiglia, deve stare pure zitto...».

Il giro è talmente smaccato e pericoloso che, ogni tanto, uno dei protagonisti si preoccupa. Come lo smaltitore che si giustifica con l'organizzatore del traffico per avergli fermato alcune cisterne. Smaltitore: «Ascolti... c'erano delle cisternette da fare... quelle sporche... il discorso è che 'sto carico è intrattabile... Ho dovuto bloccare perché tutto il rione è una puzza di insetticida... una puzza da morire... e ho dovuto sospendere... con quella puzza c'è stato qua i carabinieri, i vigili del fuoco e l'Arpa fino a mezzanotte... ». E, per quanto tutti straguadagnino con il traffico illecito, c'è chi teme di esagerare. Come il trasportatore che un giorno sbotta con chi gli manda i carichi di rifiuti. Trasportatore: «Hai fatto bene a non venire, se no ti prendevo a calci nel c... Quel materiale che m'hai mandato è una schifezza assurda, è troppo sporco... puzza di pattumiera che fa paura. Vuoi mi chiudano l'impianto per queste cose qua? Non mandarmi più questo materiale per ora!».

N.b. L'articolo è di Luigi Ferrarella pubblicato su Il Corriere della Sera del 16.11.2008

 http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_16/lombardia_rifiuti_tossici_come_gomorra_milano_intercettazioni_inchiesta_ebc47808-b3be-11dd-b392-00144f02aabc.shtml

November 02

elezioni USA

 
Il 4 novembre si vota negli Usa: tu chi voteresti per un vero cambio dello scenario geopolitico mondiale?
 
 
  • John Mc Cain (avremo patatine gratis vita natural durante)
  • Barack Obama (ci vuole qualcosa di nuovo.. se sei stanco dei presidenti che si chiamano bill, george, michael, frankie etc etc, è il tuo caso)
  • Michael Jackson (poveraccio, è messo male e ha bisogno di $$$)
  • Rocco Siffredi (gli americani sono un po' bacchettoni, hanno bisogno di una scossa)
  • Mauro Todisco (il suo first amendment sarà imporre il ragù domenicale e i pasticcini anche al di fuori di Little Italy)
  • Peppino Centrostrada, Tonino Monteverde e Mario Asmara (il triumvirato è d'obbligo perchè non riescono a fare un cervello neanche in 3)

Attendo vostri responsi,

cordiali saluti,

R.B.

 

August 30

MADRID - PABLO NERUDA (1937)

En esta hora recuerdo a todo y todos,
fibradamente, hundidamente en
las regiones que -sonido y pluma-
golpeando un poco, existen
más allá de la tierra, pero en la tierra. Hoy
comienza un nuevo invierno.
No hay en esa ciudad,
en donde está lo que amo,
no hay pan ni luz: un cristal frío cae
sobre secos geranios.
De noche sueños negros
abiertos por obuses, como sangrientos bueyes:
nadie en el alba de las fortificaciones,
sino un carro quebrado: ya musgo, ya silencio de edades
en vez de golondrinas en las casas quemadas,
desangradas, vacías, con puertas hacia el cielo:
ya comienza el mercado a abrir sus pobres esmeraldas,
y las naranjas, el pescado,
cada día traídos a través de la sangre,
se ofrecen a las manos de la hermana y la viuda.
Ciudad de luto, socavada, herida,
rota, golpeada, agujereada, llena
de sangre y vidrios rotos, ciudad sin noche, toda
noche y silencio y estampido y héroes,
ahora un nuevo invierno más desnudo y más solo,
ahora sin harina, sin pasos, con tu luna
de soldados.
A todos, a todos.
Sol pobre, sangre nuestra
perdida, corazón terrible
sacudido y llorando. Lágrimas como pesadas balas
han caído en tu oscura tierra haciendo sonido
de palomas que caen, mano que cierra
la muerte para siempre, sangre de cada día
y cada noche y cada semana y cada
mes. Sin hablar de vosotros, héroes dormidos
y despiertos, sin hablar de vosotros que hacéis temblar el agua
y la tierra con vuestra voluntad insigne,
en esta hora escucho el tiempo en una calle,
alguien me habla, el invierno
llega de nuevo a los hoteles
en que he vivido,
todo es ciudad lo que escucho y distancia
rodeada por el fuego como por una espuma
de víboras, asaltada por una
agua de infierno.
Hace ya más de un año
que los enmascarados tocan tu humana orilla
y mueren al contacto de tu eléctrica sangre:
sacos de moros, sacos de traidores,
han rodado a tus pies de piedra: ni el humo ni la muerte
han conquistado tus muros ardiendo.
Entonces,
qué hay, entonces? Sí, son los del exterminio,
son los devoradores: te acechan, ciudad blanca,
el obispo de turbio testuz, los señoritos
fecales y feudales, el general en cuya mano
suenan treinta dineros: están contra tus muros
un cinturón de lluviosas beatas,
un escuadrón de embajadores pútridos
y un triste hipo de perros militares.

Loor a ti, loor en nube, en rayo,
en salud, en espadas,
frente sangrante cuyo hilo de sangre
reverbera en las piedras malheridas,
deslizamiento de dulzura dura,
clara cuna en relámpagos armada,
material ciudadela, aire de sangre
del que nacen abejas.
Hoy tú que vives, Juan,
hoy tú que miras, Pedro, concibes, duermes, comes:
hoy en la noche sin luz vigilando sin sueño y sin reposo,
solos en el cemento, por la tierra cortada,
desde los enlutados alambres, al Sur, en medio, en torno,
sin cielo, sin misterio,
hombres como un collar de cordones defienden
la ciudad rodeada por las llamas: Madrid endurecida
por golpe astral, por conmoción del fuego:
tierra y vigilia en el alto silencio
de la victoria: sacudida
como una rosa rota: rodeada
de laurel infinito!
August 19

Sei pugliese se...


 • sei pugliese se quando la mattina vai a far colazione al bar spendi  meno di un euro!
 • sei pugliese quando ti lamenti sempre della tua città e quando sei   fuori la vanti come se fosse il paese delle meraviglie!!!
 • sei pugliese se quando vivi fuori, e fai colazione al bar, ti  lamenti del fatto che assieme al caffè non t'hanno portato il bicchiere  d'acqua per sciacquarti la bocca!
 • sei pugliese se quando vai a farti una pizza con gli amici, il  ristorante ti offre un giro di limoncello gratis.
 • sei pugliese se, pur vivendo al Nord da dieci anni, non hai perso  una virgola del tuo meraviglioso accento!! (C'pagghios c'sa'st'sttndrional)
 • sei pugliese se sai come si cucina Patate, riso e cozze al forno.
 • sei pugliese se parcheggi la macchina da un abusivo senza farti  problemi.
 • sei pugliese se ti lamenti della cucina di chiunque (tranne della  tua fidanzata o almeno finché non diventa moglie)
 • sei pugliese se almeno una volta alla settimana hai una voglia matta di mangiare pesce/gamberi/cozze.
 • sei pugliese se nel cibo metti quintalate di aglio, prezzemolo,  pane grattuggiato!
 • sei pugliese se d'estate vai a ponente con sedie e tavolini e  organizzi delle mangiate all'aperto o vai a levante in macchina con la  tua ragazza per fare l'amore
 • sei pugliese se sei al Nord e ti fanno incazzare certi atteggiamenti scortesi e freddi del tuo prossimo.
 • sei pugliese se ogni amico lo chiami con ' 'mba ' prima del nome.
 • sei pugliese se tifi la tua squadra del cuore pugliese sperando che salga a breve in serie A per fare il culo alle grandi e magari sempre a culo vinca lo scudetto!
 • sei pugliese se speri in un miracolo.
 • sei pugliese se ovunque vai porti con te un santino
 • sei pugliese se cerchi lavoro e non ne trovi, e nel periodo continui a vegetare a casa dei tuoi.
    sei pugliese se ami così tanto il mare, che in sua assenza te lo sogni di notte.
 • sei pugliese se vivendo al nord, prima di partorire vuoi farti un mese al mare.
 • sei pugliese se credi che la precedenza ce l'ha chi se la prende.
 • sei pugliese se pensi che i semafori siano inutili in città e che si debba dare più fiducia ai guidatori!
 • sei pugliese se ami le chiese, le cattedrali e i palazzetti bassi della parte vecchia della tua città pugliese.
 • sei pugliese se hai visitato quasi tutte le città della tua regione
 • sei pugliese se riconosci dall'odore il perido della vendemmia, quello delle 'buttiggh' ' e della spremitura dell'olio.
 • sei pugliese se quando incontri fuori dalla Puglia un tuo corregionale ci fai amicizia in 2 minuti e vi raccontate la propria vita a vicenda, ricordando con nostalgia la propria città!
 • sei pugliese quando ti mangi le vocali!
 • sei pugliese quando vivi al nord e almeno una volta al giorno ti  viene nostalgia della tua terra e della sua gente!
 • sei pugliese se ridi anche nelle situazioni drammatiche e fai divertire la gente!
 • sei pugliese se abiti al nord e dici 'prendimi il coso' e nessuno  ti capisce!
 • sei pugliese se 'scendi il cane' o 'sali la valigia'! 
 • sei pugliese se dici 'attento ancora cadi' e nessuno capisce cosa significhi quell' 'ancora'! 
  • sei pugliese se lavori a nero pure tutta la vita
 • sei pugliese se d'estate vai al lido della tua città, anche se il mare fa schifo
  sei pugliese se vai al mare a piedi.
 • sei pugliese se ti fa schifo la lega nord
 • sei pugliese se almeno una volta al giorno ti viene da cantare
 • sei pugliese se in estate la prima volta che ti abbronzi, ti ustioni e spelli perché nn vedi l ora di abbronzarti subito.
 • Ma sei pugliese soprattutto quando non ti vergogni della tua terra e ricordi sempre il luogo dove sei nato. Quando la esalti per il mare e la buona cucina, il sole caldo anche d'inverno, per l'ospitalità della gente e per tutte le bellezze che la rendono una terra splendida!!!
July 19

vita spagnola - cucina

Dopo due mesi in terra iberica mi accingo a stilare un piccolo resoconto della mia (breve) esistenza qui ad ovest dell’Europa.

Lo so.. scriverò delle cose per cui sicuramente gli iberici vorranno picchiarmi, ma sono essenzialmente le mie sensazioni, allora spero non ve ne abbiate troppo a male.

Comenzamos ya!

 

Cucina

Che mangia un italiano all’estero? Beh vi posso dire che in qualunque angolo del mondo siate al di fuori degli italici confini, potete tranquillamente scordarvi spaghetti, pizze, mozzarelle e lasagne varie, a meno che non siate disposti a sborsare un bel po di quattrini in un ristorante 100% italiano o non vi portiate la cara e dolce mammina (come ha fatto il sottoscritto per una settimana) che prepari paste al forno, lasagne, polpette, tiramisu etc etc.

Fatto fuori il prolisso ed assolutamente fuorviante incipit passiamo alla fatidica domanda:

COSA MANGIANO GLI SPAGNOLI?

Ehm.. veramente.. ma cosa mangiano?? Sorvolando la famosissima paella, le specialità di Madrid sono: i tanto (da me) temuti CALLOS A LA MADRILEÑA, ossia una non meglio identificata zuppa di (volgarissima e so che qui 4 mln di madrilenos vorranno la mia testa) TRIPPA, tanto vantata e celebrata da sembrare un piatto di nouvelle cuisine francese. Non so neanche come si cucini per cui soprassediamo elegantemente e proseguiamo con la portata seguente, cioè il COCIDO MADRILEÑO, una sorta di brodo/minestra/zuppa fatta con carne, ceci e non so che altro e che non ho avuto ancora l’onore di assaggiare. Quando lo farò vi saprò dire. Ancora: il cocido è una mazzata tremenda per le budella, ma noi continuiamo l’abboffata ispanica con prosciutti (tutti buonissimi) e la tortilla de patatas, che altro non è che una normalissima frittata di patate (e adesso mi lapidano). Ma… ma… come mandar giu tutto il suddetto casino ? semplice, con la piu terrificante delle bevande, il gazpacho!! È una tipica bevanda estiva fatta di pomodori, cetrioli, peperoni e non so che altro. Buargh (e adesso crocifisso in sala mensa!)

Ok, il pranzo è quasi terminato.. mancano dolce e caffé... il mio "postre" (dolce) preferito è senza dubbio le natillas, una crema di vaniglia tipo budino con biscotto incorporato (sorry amici iberici ma i vostri gelati non sono all'altezza dei nostri); del caffé beh.. non ne parliamo per manifesta inferiorità.

Chiudo il tema "cocinero" con i prodotti di mare: nonostante Madrid si trovi al centro della Spagna, l'offerta è abbastanza variegata, considerato che quasi tutti i prodotti vengono dalla Galizia, regione notoriamente marittima, per cui potrete degustare almejas, mejillones, boquerones.. che sono? non me lo chiedete, se volete saperlo venitemi a trovare!!

hasta la proxima y besos a todos!

 
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VORREI ALTRESI' AGGIUNGERE CHE SICCOME MI DEVI OFFRIRE DALLE 18 ALLE 23 COPPE CAFFE' NON VUOL DIRE CHE IO ABBIA PRESO TRA IL 18 E IL 23. ERANO SOLO CIFRE A SCOPO INDICATIVO.
Sept. 10
VORREI COMUNICARTI UNA COSA E TI SCRIVO NEL GUESTBOOK VISTO KE ORMAI SEI SCOMPARSO DALLA CIRCOLAZIONE:  VISTO KE AVEVI DETTO KE TI DOVEVO OFFRIRE UNA COPPA CAFFE' SE AVESSI AVUTO 27-30 ALL'ESAME DI SPAGNOLO, TI FACCIO PRESENTE CHE SEI TU CHE MI DOVRAI OFFRIRE DALLE 18 ALLE 23 COPPE CAFFE' QUANDO RITORNI QUA!! E NON AGGIUNGO ALTRO...
Sept. 10
SE ME HA BORRADO EL COMENTARIO COSAS MAS RARAS!! K NO ES MI NIÑA ESA PRECIOSIDAD ESMI PRIMITA. ME EVS TU CON PINATS DE MAMI?? SI STOY EN LA FLOR DE LA VIDA. ME HA DOLIO MUHCO MUCHOO JEJEJE BACI.
Aug. 18
COMO VA A S
Aug. 18
Ciaoooooooo,tempo fa che non ci sentiamo.Com' è la tua vita in Madrid?? Spero stai bene :)
Un bacio grande,stammi bene.
Aug. 18
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